REA, LA GRAN MADRE E CAPRETTA AMALTEA

REA, LA DIVINA MADREREA, LA DIVINA MADRE In questo dipinto di Carla Roselli è raffigurata Rea/Cibele, divina madre delle fiere. La dea dirige la forza di tutte le belve dotate di zanne taglienti, liete di sangue. Ella infonde sicurezza sui luoghi eccelsi, siano essi monti o alte mura. Sullo sfondo del quadro sono rappresentati gli anfratti del monte Ditta, nell'isola di Creta, in quanto luogo del celamento del bambino Zeus. Si narra, dice Lucrezio (De Rerum Natura, II, 33), che ivi i Cureti Dittei un tempo avessero occultato il famoso vagito di Zeus. Fanciulli intorno a un fanciullo, armati, con infaticabile danza, battevano il bronzo sul bronzo. Scuotevano ritmicamente le terrificanti creste degli elmi. Il fracasso era motivato dal fatto che Crono/Saturno, se avesse scoperto il figlio, lo avrebbe portato alle mascelle e masticato. Al suo posto Rea propinò al consorte una pietra in fasce.

In questo dipinto di Carla Roselli è raffigurata Rea/Cibele, divina madre delle fiere. La dea dirige la forza di tutte le belve dotate di zanne taglienti, liete di sangue.

A lei sono cari l’ululato dei lupi e i leoni dagli occhi di fuoco; le balze coperte di selve e le profonde valli echeggianti (Inni Omerici, XIV, vv.15, 16).

Ella infonde sicurezza sui luoghi eccelsi, siano essi monti o alte mura.

Sullo sfondo del quadro sono rappresentati gli anfratti del monte Ditta, nell’isola di Creta, in quanto luogo del celamento del bambino Zeus.

Si narra, dice Lucrezio (De Rerum Natura, II, 33), che ivi  i Cureti Dittei un tempo avessero occultato il famoso vagito di Zeus. Fanciulli intorno a un fanciullo, armati, con infaticabile danza, battevano il bronzo sul bronzo. Scuotevano ritmicamente le terrificanti creste degli elmi. Il fracasso era motivato dal fatto che Crono/Saturno, se avesse scoperto  il figlio, lo avrebbe portato alle mascelle e masticato. Al suo posto Rea propinò al consorte una pietra in fasce.In questo dipinto di Carla Roselli è raffigurata Rea/Cibele, divina madre delle fiere. La dea dirige la forza di tutte le belve dotate di zanne taglienti, liete di sangue. Ella infonde sicurezza sui luoghi eccelsi, siano essi monti o alte mura. Sullo sfondo del quadro sono rappresentati gli anfratti del monte Ditta, nell'isola di Creta, in quanto luogo del celamento del bambino Zeus. Si narra, dice Lucrezio (De Rerum Natura, II, 33), che ivi i Cureti Dittei un tempo avessero occultato il famoso vagito di Zeus.REA, LA DIVINA MADRE In questo dipinto di Carla Roselli è raffigurata Rea/Cibele, divina madre delle fiere. La dea dirige la forza di tutte le belve dotate di zanne taglienti, liete di sangue. Ella infonde sicurezza sui luoghi eccelsi, siano essi monti o alte mura. Sullo sfondo del quadro sono rappresentati gli anfratti del monte Ditta, nell'isola di Creta, in quanto luogo del celamento del bambino Zeus. Si narra, dice Lucrezio (De Rerum Natura, II, 33), che ivi i Cureti Dittei un tempo avessero occultato il famoso vagito di Zeus. Fanciulli intorno a un fanciullo, armati, con infaticabile danza, battevano il bronzo sul bronzo. Scuotevano ritmicamente le terrificanti creste degli elmi. Il fracasso era motivato dal fatto che Crono/Saturno, se avesse scoperto il figlio, lo avrebbe portato alle mascelle e masticato. Al suo posto Rea propinò al consorte una pietra in fasce.REA, LA DIVINA MADRE In questo dipinto di Carla Roselli è raffigurata Rea/Cibele, divina madre delle fiere. La dea dirige la forza di tutte le belve dotate di zanne taglienti, liete di sangue. Ella infonde sicurezza sui luoghi eccelsi, siano essi monti o alte mura. Sullo sfondo del quadro sono rappresentati gli anfratti del monte Ditta, nell'isola di Creta, in quanto luogo del celamento del bambino Zeus. Si narra, dice Lucrezio (De Rerum Natura, II, 33), che ivi i Cureti Dittei un tempo avessero occultato il famoso vagito di Zeus. Fanciulli intorno a un fanciullo, armati, con infaticabile danza, battevano il bronzo sul bronzo. Scuotevano ritmicamente le terrificanti creste degli elmi. Il fracasso era motivato dal fatto che Crono/Saturno, se avesse scoperto il figlio, lo avrebbe portato alle mascelle e masticato. Al suo posto Rea propinò al consorte una pietra in fasce.REA, LA DIVINA MADRE In questo dipinto di Carla Roselli è raffigurata Rea/Cibele, divina madre delle fiere. La dea dirige la forza di tutte le belve dotate di zanne taglienti, liete di sangue. Ella infonde sicurezza sui luoghi eccelsi, siano essi monti o alte mura. Sullo sfondo del quadro sono rappresentati gli anfratti del monte Ditta, nell'isola di Creta, in quanto luogo del celamento del bambino Zeus. Si narra, dice Lucrezio (De Rerum Natura, II, 33), che ivi i Cureti Dittei un tempo avessero occultato il famoso vagito di Zeus. Fanciulli intorno a un fanciullo, armati, con infaticabile danza, battevano il bronzo sul bronzo. Scuotevano ritmicamente le terrificanti creste degli elmi. Il fracasso era motivato dal fatto che Crono/Saturno, se avesse scoperto il figlio, lo avrebbe portato alle mascelle e masticato. Al suo posto Rea propinò al consorte una pietra in fasce.

AMALTEAREA E AMALTEA Carla Roselli raffigura in questa tela Rea/Cibele, gran madre degli dei, che ama dimorare sulle montagne. Accanto alla dea c'è il piccolo Zeus, da lei nascosto sull'isola di Creta. Egli siede con la sua nutrice, la capra Amaltea. Rea è alla guida di un carro alato trainato da serpenti, successivo appannaggio della figlia Demetra. Sul fregio è intarsiata un' impresa di Zeus adulto, la traversata dalla Fenicia a Creta in forma di toro. La principessa Europa si aggrappa sulla sua groppa. Tecnica olio su tela. Dipinto da Carla Roselli. Scritto di Vanessa Foschi. Tutti i diritti riservati

Carla Roselli raffigura in questa seconda tela Rea/Cibele, gran  madre Berecinzia degli dei, alla falde del monte Ida cretese. Accanto alla dea c’è il piccolo Zeus, per il quale l’isola di Creta fu scelta dalla madre come fidata culla. Egli siede con la sua nutrice, la capra Amaltea.Carla Roselli raffigura in questa seconda tela Rea/Cibele, gran madre Berecinzia degli dei, alla falde del monte Ida cretese. Accanto alla dea c'è il piccolo Zeus, per il quale l'isola di Creta fu scelta dalla madre come fidata culla. Egli siede con la sua nutrice, la capra Amaltea. NAVI SACRE La dea ama dimorare sulle montagne, fra le sue selve dilette . Piante di resinoso pino crescevano in un boschetto sacro sulla vetta più alta del monte Ida di Darnania. Di esse Rea si diede particolare cura : impetrò e ottenne dal figlio Zeus/Giove di poter tramutare i vascelli per la cui costruzione erano state utilizzate in dee antropomorfe. In tal modo le navi evitarono di perire nell'incendio appiccato dai nemici del principe Enea e divennero divinità delle spumeggianti distese del mare, come le Nereidi Doto e Galatea. (Virgilio, Eneide, IX, vv. 85-106)

NAVI SACRE

La dea ama dimorare sulle montagne, fra le sue selve dilette . Piante di resinoso pino  crescevano in un boschetto sacro sulla vetta più alta del monte Ida di Dardania. Di esse Rea si diede particolare cura : impetrò e ottenne dal figlio Zeus/Giove di poter tramutare i vascelli per la cui costruzione erano state utilizzate in dee antropomorfe. In tal modo le navi evitarono di perire nell’incendio appiccato dai nemici del principe Enea e divennero divinità delle spumeggianti distese del mare, come le Nereidi Doto e Galatea. (Virgilio, Eneide, IX, vv. 85-106)

CARRO ALATOREA E AMALTEA Carla Roselli raffigura in questa tela Rea/Cibele, gran madre degli dei, che ama dimorare sulle montagne. Accanto alla dea c'è il piccolo Zeus, da lei nascosto sull'isola di Creta. Egli siede con la sua nutrice, la capra Amaltea. Rea è alla guida di un carro alato trainato da serpenti, successivo appannaggio della figlia Demetra. Sul fregio è intarsiata un' impresa di Zeus adulto, la traversata dalla Fenicia a Creta in forma di toro. La principessa Europa si aggrappa sulla sua groppa. Tecnica olio su tela. Dipinto da Carla Roselli. Scritto di Vanessa Foschi. Tutti i diritti riservati

Nel dipinto Rea è  alla guida di un carro alato  trainato da serpenti, successivo appannaggio della figlia Demetra.

Sul fregio è intarsiata un' impresa di Zeus adulto, la traversata dalla Fenicia a Creta in forma di toro. La principessa Europa si aggrappa sulla sua groppa. Dall'unione tra i due nascerà la dinastia di Minosse, che stabilì la supremazia sul mare e il dominio sulle isole, assoggettando a tributo di sangue umano persino Atene.Sul fregio è intarsiata un’ impresa di Zeus adulto, la traversata dalla Fenicia a Creta in forma di  toro. La principessa Europa si aggrappa sulla sua groppa. Dall’unione tra i due nascerà la dinastia di Minosse, che stabilì la supremazia sul mare e il dominio sulle isole, assoggettando a tributo di sangue umano persino Atene.

Tecnica olio su tela.  Dipinto da Carla Roselli.  Scritto di Vanessa Foschi, 2017/2018. Tutti i diritti riservati.

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Rea e Amaltea, dipinto olio su tela di di Carla Roselli - Ρέα και Αμαλθεία - Rhea and Amalthea by Carla Roselli